Il Sangue Limpido del Mare - il libro

Il Sangue Limpido del Mare - il libro

 

 

Una ragazza molto giovane parte dall’Africa per scappare dalla guerra, lasciando gli unici affetti che le sono rimasti: una bambola di pezza ed un cucciolo. Si imbarca in un “viaggio della disperazione”, col sogno di tornare ma anche col sogno di trovare una nuova vita; durante il viaggio teme il mostro del mare delle leggende, Scilla, e realizza che forse è molto più di una leggenda, solo che non era come lo immaginava.
Giunta a terra viene incantata da chi le promette un futuro luminoso, ma man mano che procede vede i suoi compagni in semischiavitù, i suoi sogni sbriciolarsi. Le stelle diventano di pietra e “la terra promessa non è più né terra né promessa”, e si ritrova infine nella schiavitù della prostituzione.

Qui finisce la prima parte del libro, e accade una cosa: che in quell’abisso lei trova un tesoro: si rivela la sua natura e si innamora di una compagna di sventura. Questo le dà la forza di ritornare.

Nella seconda parte del viaggio lascia il suo amore e scappa, per ritornare; incontra  di nuovo le sue stelle, che tornano sempre più luminose; incontra di nuovo Scilla, che adesso reputa amica poiché non teme più alcun mostro del mare dopo aver incontrato quelli della terra.                            

Il libro finisce come in un “cerchio”, col ritorno e la voglia di partire di nuovo,  a recuperare qualcuno e qualcosa di molto importante.

In questo libro ho rinunciato volutamente a forme di espressione sia ermetiche sia di rabbia, a favore di un coinvolgimento emotivo, poiché  credo che la vera forza si generi dall’amore e dal rispetto.  Ho usato molti simboli, molti più di quanto appaia, per far giungere il mio messaggio: come ad esempio la ragazza africana, povera nella terra più ricca, Scilla, e cioè i nemici immaginari che temiamo trascurando quelli veri che siedono accanto a noi. Le tre condizioni (di immigrata, di prostituta e di omosessuale) sono accomunate dal terreno della discriminazione e del disprezzo. Il suo essersi ripresa la sua terra, ben decisa a viverci e a difenderla, la stimola a fare la stessa cosa con i suoi sentimenti, la sua sessualità, la sua immagine: poiché non è giusto che dobbiamo vivere braccati da impostori ma dobbiamo riprenderci la vita, qualsiasi cosa implichi, e cacciare gli intrusi a testa alta. E in ogni ambiente, per quanto negativo, può sempre esserci qualcuno che ci aiuta e ci spinge a realizzare tutto questo.

Con questo lavoro non ho assolutamente la pretesa di fare della “poesia”, né tantomeno di risvegliare le coscienze: per dirla con Walt Withman è solo “contribuire con un mio verso”, è solo un sasso gettato nell’acqua, i cui cerchi, a volte, urtano qualcosa e tornano. Spero che così vada.

P.S.

 

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